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L’asma: sintomi, diagnosi e trattamento

L’asma è una patologia di natura cronica che provoca un restringimento temporaneo e reversibile delle vie aeree dei polmoni. La malattia provoca un’infiammazione e un rigonfiamento della mucosa che riveste i bronchi e la contrazione della parete dei bronchi. La conseguenza di questo stato infiammatorio è una diminuzione del calibro dei bronchi e un’alterazione del regolare flusso dell’aria.

Asma: i sintomi

I sintomi dell’asma bronchiale sono particolarmente variabili per frequenza e gravità. Le manifestazioni di un attacco di asma possono infatti andare da lievi episodi di respiro affannoso, rari e di durata ridotta, a tosse, sibili e attacchi gravi in conseguenza di infezioni virali, attività fisica o esposizione ad altri fattori scatenanti.

Le crisi di asma bronchiale possono scatenarsi in maniera improvvisa e provocare tosse respiro sibilante e affannoso, oppure possono presentarsi con un peggioramento graduale dei sintomi. Anche la durata delle crisi è particolarmente variabile, possono cessare in pochi minuti o prolungarsi per ore o giorni.

In alcuni casi, soprattutto nei bambini, si avverte un prurito al collo o al torace come primo sintomo, in altri soggetti l’unica avvisaglia è rappresentata da una tosse secca notturna.  Ulteriori sintomi dell’asma possono manifestarsi in seguito a crisi che provocano dispnee gravi, con il soggetto che tende a sforzare i muscoli del collo e del torace per respirare e che vede aumentare la sudorazione, la frequenza cardiaca e una sensazione di pressione toracica.

Di fronte ad attacchi particolarmente gravi, i sintomi dell’asma possono comprendere stati di confusione, sonnolenza e colorito bluastro della cute (cianosi), segno di forte riduzione dell’apporto di ossigeno. Per casi del genere è necessario un trattamento d’urgenza, che nella maggior parte dei casi è in grado di risolvere la situazione.

A seconda della gravità dei sintomi dell’asma, questa patologia viene classificata in quattro distinti livelli:

  • Asma intermittente: sintomi che si manifestano all’incirca per due giorni alla settimana (o meno) e non hanno nessun tipo di interferenza con le attività della vita quotidiana.
  • Asma lieve persistente: sintomi che si manifestano più di due volte a settimana e che interferiscono con le attività della vita quotidiana in modo trascurabile.
  • Asma moderata persistente: sintomi che si manifestano tutti i giorni e limitano fortemente alcune attività della vita quotidiana.
  • Grave persistente: sintomi che si manifestano per tutta la giornata e interferiscono fortemente con tutte le attività della vita quotidiana.

Asma allergica e non solo: le cause

Spesso si parla di asma allergica, nonostante le cause di questa malattia non siano del tutto conosciute. Gli studi più recenti sembrerebbero dimostrare che la patologia è dovuta all’interazione di tre distinti fattori: una componente genetica, le condizioni ambientali e l’alimentazione.

Tra le condizioni ambientali che contribuiscono all’insorgenza dell’asma si segnalano l’esposizione ad allergeni tipicamente presenti in casa (come ad esempio acari della polvere o peli di animali domestici), i quali possono essere associati allo sviluppo della patologia nei bambini più grandi e negli adulti.

Inoltre, è dimostrato come le diete a basso contenuto di vitamina C ed E e di acidi grassi Omega 3 siano correlate alla comparsa dell’asma, così come l’obesità. Poiché i soggetti asmatici hanno bronchi iperattivi, in molti casi è sufficiente uno stimolo leggero per scatenare una crisi, come ad esempio l’azione di allergeni, irritanti, gas di scarico, polveri, odori forti, fumo, sbalzi di temperatura e umidità. Questo in molti casi porta a definire, in maniera inesatta, l’asma come asma allergica.

La diagnosi dell’asma

Per diagnosticare l’asma ci si avvale della spirometria, un esame in grado di misurare la funzionalità polmonare. La prassi prevede che nel caso l’esame riveli un’ostruzione dei bronchi è necessario verificare se un broncodilatatore riesce a migliorare il disturbo, mediante un apposito test. Se invece l’esame non evidenzia alterazioni della funzionalità, è necessario verificare il sospetto diagnostico con un test di broncodilatazione, che prevede l’inalazione di dosi crescenti di una sostanza irritante per i bronchi e la valutazione della reazione.

Per affinare la diagnosi, successivamente si procede alla ricerca delle cause scatenanti. A questo fine si prende in esame la storia clinica e si prescrivono prove allergologiche, con test cutanei e ricerca di anticorpi specifici.

I trattamenti per l’asma

Per trattare l’asma è molto importante concordare con lo specialista la terapia più indicata. Le terapie disponibili sono solitamente di tipo farmacologico:

  • Broncodilatatori a breve durata di azione
  • Corticosteroidi a lunga durata di azione per via inalatoria
  • Broncodilatatori a lunga durata di azione
  • Farmaci per bocca

L’importanza del monitoraggio costante dell’asma

L’asma è una malattia frequente che, se correttamente e precocemente diagnosticata, ha una evoluzione molto positiva, permettendo al soggetto di fare una vita normale (inclusa l’attività sportiva). La diagnosi richiede necessariamente la valutazione della funzione respiratoria, secondo quanto detto. Il trattamento attualmente disponibile permette un completo controllo della malattia anche con minime dosi di farmaci inalatori, e può essere modificato nel tempo, talora anche sospeso, sempre secondo le indicazioni del medico esperto nella gestione di questa malattia.

E’ quindi necessario un monitoraggio regolare dell’andamento della malattia (sintomi e funzione respiratoria per aggiustare il dosaggio dei farmaci e mantenere un buon controllo dell’asma con la minima dose possibile di farmaco. In meno del 10% dei casi, l’asma risulta difficilmente controllabile con i farmaci tradizionali, anche a dosaggi elevati, ma in questi casi sono disponibili farmaci biologici estremamente efficaci e sicuri che permettono anche in questi pazienti di ottenere una buona qualità della vita, con minimi o nessun sintomo, e senza episodi di riacutizzazione.

Specialisti di riferimento

Dott. Alessandro Perotti
Dott.
UROLOGO e CHIRURGO ANDROLOGICO
Susanna Uggeri
Dott.ssa
Anestesista

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