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MOC: l’esame per diagnosticare l’osteoporosi

La MOC (mineralometria ossea computerizzata) è il macchinario utilizzato per la densitometria ossea, un esame che serve per diagnosticare l’osteoporosi e in generale per misurare la densità minerale delle ossa in soggetti a rischio, permettendo di valutare il rischio di fratture spontanee nell’arco di 10 anni.

Cosa è la MOC

La MOC permette di diagnosticare l’osteoporosi ma soprattutto di rilevare in maniera precisa la densità minerale ossea, specialmente nei soggetti maggiormente a rischio di frattura. Si tratta di un esame consigliato a tutte le donne che stanno attraversando il periodo della post-menopausa (quindi sopra i 65 anni), a tutte le donne che hanno subito un calo di statura superiore ai 6 cm, alle donne che manifestano una carenza estrogenica – che può presentarsi a causa di diversi fattori, come una amenorrea secondaria prolungata (assenza di mestruazioni), una amenorrea pre-menopausale di durata superiore a 6 mesi – o alle donne che hanno avuto una menopausa precoce, cominciata cioè prima dei 45 anni.

Anche alle donne che presentano per l’osteoporosi un’anamnesi familiare materna positiva è indicato di svolgere questo esame, quindi in caso di familiarità con fratture del femore, del collo del femore o delle vertebre. Per quanto riguarda gli uomini, l’indicazione è quella di sottoporsi alla MOC a partire dai 70 anni di età. A prescindere dal fatto che il paziente sia un uomo o una donna, il consiglio è quello di eseguire la densitometria a tutte le persone che stanno seguendo terapie farmacologiche a base di cortisone e altri farmaci osteopenizzanti, ai soggetti che sono caratterizzati da un’eccessiva magrezza, a coloro che hanno subito fratture dovute a fragilità ossea o che hanno casi di osteoporosi in famiglia.

Un’altra categoria di persone alle quali si consiglia di eseguire l’esame di densitometria ossea è quella per cui precedenti esami radiologici hanno evidenziato cedimenti vertebrali. Esiste poi una serie di altri fattori di rischio che rendono la MOC indicata per determinati soggetti, ma andremo ad analizzarli più avanti.

MOC: come si fa

Nonostante l’esame MOC si possa considerare un esame invasivo, tutte le scansioni sono a bassissima dose, le radiazioni sono molto inferiori rispetto a quelle emesse ad esempio nel corso di un esame radiografico tradizionale, tanto che il tecnico che esegue l’esame può rimanere all’interno della stanza senza ricorrere a nessun tipo di schermatura. Si tratta di un esame che non provoca alcun tipo di dolore al paziente.

Per eseguire la scansione lombare il paziente è fatto sdraiare supino con le gambe appoggiate sopra un apposito sostegno, mentre per la scansione femorale al paziente viene chiesto di divaricare le gambe e di posizionare il cuscino fra i piedi. Prima di eseguire l’esame, il paziente deve togliersi i pantaloni così da evitare che qualche elemento metallico possa inficiare il risultato dell’analisi, restando immobile fino a che l’operatore non comunica la fine della scansione.

Sono diverse le ossa dalle quali è possibile ricavare i valori relativi alla densità minerale: le principali ossa toraciche, il femore, le articolazioni dell’anca, il calcagno, l’ulna e il radio, le vertebre e le falangi di mani e piedi. Dato che le fratture più rilevanti dal punto di vista clinico (e anche statistico) sono quelle che interessano il femore e le vertebre, i siti ossei più frequentemente analizzati sono la colonna lombare e il femore.

Oltre alla densità minerale delle ossa del femore e della colonna vertebrale, lo strumento di cui è dotata l’area diagnostica del MiniHospital “Sandro Pertini” è in grado di svolgere la densitometria ossea total body. In questo modo, in un’unica scansione, vengono fornite misure precise di densità ossea ma anche di composizione corporea, quindi la divisione tra massa grassa e massa magra.

Quando si fa la MOC

Sappiamo che nel corso del tempo le ossa subiscono delle modifiche, per questo è molto importante ripetere l’esame periodicamente soprattutto per i pazienti affetti da osteoporosi, in particolare per coloro che stanno perdendo massa ossea ad una velocità ritenuta eccessiva.

A prescindere dall’età, quando siamo in presenza di diagnosi di osteoporosi oppure quando sussistono fattori di rischio (come ad esempio una scarsa mobilizzazione) sarà il medico stesso a consigliare quando ripetere il prossimo esame. In generale, è buona prassi ripetere l’esame ogni 18-24 mesi. Diversa la situazione per i pazienti ai quali è stata diagnosticata una condizione fortemente osteopenizzante, che su indicazione del medico curante o dello specialistica possono essere invitati a ripetere l’esame prima dei 18 mesi.

In ogni caso, a prescindere dalle fratture subite, dall’osteoporosi accertata o dallo stile di vita che il paziente sta conducendo, è consigliato ripetere l’esame MOC ogni due anni a tutte le donne che hanno superato i 65 anni e a tutti gli uomini che hanno superato i 70 anni.

Ulteriori fattori di rischio che vengono presi in considerazione per indicare al paziente di eseguire la densitometria ossea sono una scarsa assunzione di calcio nella propria dieta, una carenza di vitamina D, uno stile di vita caratterizzato da eccessivo fumo o assunzione di bevande alcoliche.

L’analisi MOC e l’osteoporosi

Come abbiamo visto, l’analisi MOC è lo strumento principale per diagnosticare l’osteoporosi, una malattia sistemica dell’apparato scheletrico caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea.

L’osteoporosi si divide in due tipologie, quella primaria e quella secondaria: la primaria può essere dovuta all’avanzare dell’età (osteoporosi senile) oppure alla perdita di estrogeni (osteoporosi post-menopausale). L’osteoporosi secondaria è dovuta all’assunzione di alcuni farmaci (inibitori della pompa protonica, antiepilettici o cortisonici sistemici) oppure è conseguenza di altre malattie (ematologiche, endocrine, gastroenteriche, renali, reumatologiche e neurologiche).

L’osteoporosi porta ad una debolezza e una fragilità del tessuto osseo e quindi una maggior predisposizione dello scheletro a subire fratture in futuro. Questa malattia complisce indistintamente uomini e donne, queste ultime sono comunque considerate soggetti a maggior rischio, questo a causa della maggior aspettativa di vita, della minor quantità di calcio contenuta nelle ossa e al fenomeno della menopausa. La menopausa porta con sé una riduzione della produzione di estrogeni, che tra le tante funzioni che hanno svolgono anche un’azione di protezione per le ossa.

Secondo le statistiche, risulta che all’incirca una donna su quattro soffra di questa patologia; tra gli uomini l’osteoporosi colpisce invece un soggetto su dieci, questo perché il declino della produzione degli ormoni sessuali è di gran lunga inferiore rispetto alla donna. In ogni caso, gli uomini più a rischio sono quelli che presentano bassi livelli di testosterone o che soffrono di ipo-gonadismo, la ridotta capacità dei testicoli di produrre ormoni sessuali.

Tra i principali fattori di rischio associati all’insorgere dell’osteoporosi si possono elencare:

– Scarsa o nulla esposizione solare
– Carenza di vitamina D
– Eccessivo apporto di sodio nella dieta
– Scarso apporto di calcio nella dieta
– Abitudine al consumo eccessivo di alcol
– Eccessiva abitudine al fumo
– Scarsa attività fisica
– Immobilizzazione protratta
– Basso indice di massa grassa
– Trapianti di organo

La MOC al MiniHospital “Sandro Pertini”

L’apparecchiatura utilizzata al MiniHospital “Sandro Pertini” per l’esecuzione della mineralometria ossea computerizzata (MOC) è una OsteoSys PRIMUS utilizza la tecnica di assorbimento a raggi X a doppia energia (DEXA) ed è utilizzata per lo studio della densità ossea, della composizione corporea (massa grassa, massa magra, BMC, grasso viscerale). La macchina impiega un algoritmo (FRAX®) per il calcolo della probabilità di future fratture ossee a 10 anni nelle donne e negli uomini.

La MOC non richiede una particolare preparazione, se non assicurarsi di togliere prima dell’esame qualsiasi accessorio metallico, ad esempio i gioielli.

CONTROINDICAZIONI ASSOLUTE ALL’ESAME:
-Accertato o sospetto stato di gravidanza.
– soggetti sottoposti a fusione spinale
– pazienti che hanno appena effettuato esami radiologici con impiego di mezzo di contrasto

Specialisti di riferimento

Dott. Alessandro Perotti
Dott.
UROLOGO e CHIRURGO ANDROLOGICO
Susanna Uggeri
Dott.ssa
Anestesista

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