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Quali tipi di protesi mammarie esistono?

Sottoporsi ad un intervento di mastoplastica è una scelta che, frequentemente, porta con sé preoccupazioni e dubbi legati alla tipologia d’intervento, alla forma e alla tipologia delle protesi.
Quest’ultima scelta è condizionata in positivo da un cambiamento di passo, da individuarsi intorno ai primi anni 2000, che ha visto la nascita di protesi di nuova generazione, nettamente diverse da quelle utilizzate in precedenza.
Grazie a decenni di ricerca continua e progressi nei materiali e nel design delle protesi, le odierne protesi mammarie approvate dalla FDA sono tra i dispositivi medici più sicuri e testati sul mercato.
Dopo una mastoplastica additiva, le dimensioni e la forma delle protesi mammarie hanno il maggiore impatto sui risultati visibili, mentre il materiale di riempimento influenzerà la sensazione del seno.

In base al contenuto le protesi mammarie possono essere:

  •  Protesi mammarie saline. Le protesi mammarie saline sono riempite con acqua salata sterile. Se il guscio dell’impianto perde, un impianto salino collasserà e la soluzione salina verrà assorbita ed espulsa naturalmente dal corpo.
  •  Protesi mammarie al silicone. Le protesi mammarie al silicone sono riempite con gel di silicone. Il gel ha una consistenza più simile al tessuto mammario naturale. Se la protesi si dovesse rompere, il silicone in gel rimane per molto tempo nella tasca della protesi mammaria e la protesi non collassa.

Protesi al silicone: controlli da effettuare dopo l’intervento e tipologie

La paziente che impianta le protesi al silicone, deve effettuare dei controlli una volta l’anno per assicurarsi che le protesi rimangano integre. Uno screening ecografico o mammografico può valutare le condizioni delle protesi mammarie.
Nel caso di protesi al silicone in base alla coesione del gel in silicone queste possono differenziarsi in:

  • Protesi morbide. Il gel è il componente chiave dell’impianto in quanto conferisce agli impianti la sua forma e compattezza. Il silicone può essere prodotto in quasi tutte le forme, da liquido a solido, a seconda della quantità di componenti “reticolanti” inclusi nella formula.
    Le protesi mammarie rotonde utilizzano generalmente tecnologie in gel morbido. Il motivo è che poiché sono uniformemente rotonde e un risultato esteticamente accettabile dipende dalla capacità delle protesi rotonde di adattarsi al seno in modo che i bordi arrotondati del seno non diventino visibili.
    Sebbene tutti i gel di silicone siano in linea di principio coesivi, anche quelli più morbidi, gli impianti rotondi non utilizzano gel solidi e sono quindi meno stabili, cioè si deformano maggiormente alla compressione.
  • Protesi solide (con gel di silicone altamente coesivo). Le protesi mammarie anatomiche utilizzano un gel solido (noto anche come gel coesivo o “forma stabile”). Stabilità della forma significa che il gel mantiene la sua forma anche dopo essere stato compresso. Tali gel offrono la migliore possibilità per il controllo della forma.

Proiezione, forma e superficie delle protesi mammarie

Le differenziazioni riguardanti le protesi mammarie non si esauriscono con quanto enunciato sino ad ora. Ci sono altre variabili da prendere in considerazione: Proiezione, Forma e Superficie.

In base alla Proiezione le protesi possono avere:

  • un profilo alto, con una maggiore sporgenza e base più stretta
  • un profilo basso, con una base ampia e una minore sporgenza

In base alla Forma le protesi invece si distinguono in:

  • Protesi anatomiche o sagomate: hanno un polo superiore più piatto e uno inferiore più pieno. Trasmettono la loro forma al seno sollevando il tessuto, piuttosto che spingendolo fuori come fanno le protesi anatomiche. Rimangono più in equilibrio con il torace e con le spalle rispetto a protesi rotonde con stessa larghezza di base.
    Con gli impianti anatomici si possono variare tre parametri:
    1) la larghezza dell’impianto,
    2) l’altezza dell’impianto,
    3) la proiezione dell’impianto. Per questo motivo, le protesi mammarie anatomiche sono in grado di fornire un aumento del seno veramente “tridimensionale”.
  • Protesi rotonde. Queste protesi fanno apparire il seno più pieno superiormente rispetto alle protesi anatomiche. Hanno il vantaggio rispetto alle anatomiche che in caso di rotazione non modificano il risultato dell’intervento.
    Sebbene i seni femminili non siano rotondi per natura, l’impianto rotondo rimane l’impianto più utilizzato. Con un posizionamento corretto, spesso meglio ottenuto con un approccio sub-muscolare parziale a doppio piano, gli impianti rotondi possono fornire risultati dall’aspetto naturale e soddisfacenti, soprattutto nelle giovani donne.
    Nella scelta di un impianto tondo, sono importanti due parametri:
    1) il diametro dell’impianto,
    2) la proiezione dell’impianto.
    Regolando questi parametri è possibile aumentare la quantità di volume (come una cupola). È importante riconoscere che le protesi rotonde aggiungono principalmente volume al seno.

Le protesi possono essere distinte anche in base alla loro Superficie:

  • Protesi mammarie lisce. Danno una sensazione più morbida. Possono muoversi nella tasca della protesi, dando un movimento più naturale al seno. Possono però presentare delle increspature palpabili o visibili sotto la pelle.
  • Protesi mammarie testurizzate. Hanno una superficie ruvida, per cui stimolano la produzione di un tessuto cicatriziale che si attacca alla protesi, rendendo meno probabile la rotazione della protesi. La texture inoltre offre qualche vantaggio rispetto alla superficie liscia, nel ridurre il rischio di una contrattura cicatriziale della capsula.

È importante notare che il linfoma anaplastico a grandi cellule associato a protesi mammaria (BIA-ALCL) si verifica più frequentemente in pazienti che hanno protesi mammarie con superficie testurizzata. Per questo motivo in alcuni Paesi è stata vietata la produzione di protesi macro testurizzate e viene permessa solo quella di protesi micro testurizzate.

Al MiniHospital “Sandro Pertini” la qualità delle protesi è fondamentale

Tra le variabili che condizionano un’operazione di mastoplastica additiva, la scelta delle protesi più idonee e la loro qualità sono aspetti fondamentali. Per il MiniHospital “Sandro Pertini” e per i professionisti che collaborano con esso le parole fondanti del proprio lavoro sono sicurezza, affidabilità, professionalità.
Scegliendo la nostra struttura d’eccellenza, l’intervento di mastoplastica è comprensivo della degenza e del controllo postoperatorio perché nulla sia lasciato al caso.

Specialisti di riferimento

Dott. Alessandro Perotti
Dott.
UROLOGO e CHIRURGO ANDROLOGICO
Susanna Uggeri
Dott.ssa
Anestesista

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